Ośrodek Postulatorski Chrystusowców
Czcigodny Sługa Boży kard. August Hlond

Czcigodny Sługa Boży kard. August Hlond

(1881-1948)
kardynał; w latach 1926-1948;
Prymas Polski
Założyciel Towarzystwa Chrystusowego; salezjanin

1939-1945

Le primat de Pologne cardinal Hlond au cardinal Maglione.

Lourdes, 7 décembre 1941.
(A.E.S. 266/42, orig.)

Le cardinal Hlond prévoit son expulsion de Lourdes. Il désirerait se fixer a Jérusalem, après avoir visite les polonais rifugiés en Angleterre, Canada, U.S.A. Il voudrait que l'évêque de Wladislavia visite les polonais exilés en Asie.

Scusi tanto, Eminenza, se mi permetto di esporLe una mia questione personale. Lo faccio d'una parte con esitazione, sapendo di rubare all'Eminenza Vostra un tempo prezioso, destinato a cause ben più importanti, ma d'altra parte mi vi sento obbligato per ragioni di disciplina e di filiale deferenza per il Santo Padre.

Sta per terminare la mia fortunata dimora presso la sacra Grotta delle apparizioni, ove nel corso di un anno e mezzo sotto il manto dell'Immacolata Vergine, mi sono rifatto spiritualmente e fisicamente, riguadagnando la pace del cuore e le forze della salute. Ho cercato anche di fare un po' di bene alle anime dei miei connazionali emigrati e rifugiati in Francia, nei vari paesi europei, in Africa e nel Medio Oriente, rimanendo sempre in contatto colla Polonia e coi centri polacchi d'oltre mare. Speravo di poter continuare così fino al ritorno in patria, tanto più che S. E. Mons. Choquet mi tratta con avvincente bontà fraterna, nonostante le crescenti difficoltà della vita.

Intanto però lo sviluppo della politica di collaborazione, seguita dal Governo di Vichy per il bene della Francia, ha creato una situazione, nella quale da un momento all'altro posso aspettarmi, che sotto il dettame dell'ambasciatore Abetz le autorità francesi saranno costrette ad invitarmi a lasciare questo paese. Prima che ciò avvenga, è a mio avviso opportuno, che me ne vada motu proprio o almeno che io abbia già spontaneamente iniziato le pratiche per partirmene. Con ciò risparmierò al Governo francese, alla Polonia, ed un po' anche a me stesso una indesiderabile umiliazione e un grosso dispiacere. Non intendo annoiare l'Eminenza Vostra, descrivendo i particolari del come la situazione dei Polacchi in Francia e specialmente la mia sia gradatamente aggravata ed arrivata a questo punto. In base ad informazioni sicure e segrete so che essa disgraziatamente peggiorerà ancora. Vi è da temere, che in giorno non lontano la Francia consegni ai Tedeschi i Polacchi soldati e rifugiati, come già lo fece coi Belgi sotto il titolo di ufficiale repatriazione.

Penso quindi di stabilirmi a Gerusalemme, anzitutto perché mi troverei nuovamente in un luogo sacro, ma anche perché prevedo che di là, più presto e più facilmente che per altre vie, potrò riguadagnare un giorno la Polonia attraverso i Balcani. Dippiù le Sedi arcivescovili di Gniezno e di Poznan sono proprietarie di due modesti ospizi polacchi a Gerusalemme, vi sarei quindi come a casa mia. Prenderei con me i due fedeli segretari sac. dott. Boleslao Filipiak e sac. dott. Antonio Baraniak, salesiano.

In uno di questi ospizi risiede ora S. E. Mons. Radonski, il quale con un gruppo di sacerdoti si occupa con impegno di un buon numero di esuli polacchi, dislocati in Egitto, Palestina, Siria e Turchia. Intenderei però, qualora il Santo Padre me lo permetta, indurre questo buon Vescovo a recarsi, in seguito ad un'intesa polacco-russa da stipularsi, in Asia a trovare e accudire i Polacchi, che dai bolscevichi, occupanti allora l'oriente della Polonia, furono trasplantati nell'anno scorso al di là dell'Uralo. Sono più di un milione e vivono in condizioni estremamente miserabili, alle quali si cerca di rimediare per quanto è possibile. Fortunatamente vi sono tra di loro vari sacerdoti, ma la presenza del vescovo avrebbe sotto tanti aspetti un significato straordinario. Non parlo della nuova armata polacca, che si sta formando in Russia ; essa è ormai provvista di cappellani militari. Anzi S. E. Mons. Gawlina fa di tutto per potervisi recare per una ispezione.

Come già accennai nella lettera del 31 luglio u. se.1, il Governo polacco insisteva, e continua tuttora ad insistere, perché io mi rechi negli Stati Uniti, parendogli che la sola mia presenza darebbe colà un importante prestigio alla causa polacca. Dovendomi io ora muovere da Lourdes e protraendosi gli avvenimenti, avrei l'occasione ed il tempo di apportare alla Polonia dei vantaggi spirituali, se prima di insediarmi presso il S. Sepolcro di Nostro Signore facessi una visita di carattere pastorale ai Polacchi nella Grande Bretagna, nel Canada e negli Stati Uniti dell'America Settentrionale. Insisterei sulla Fede, sul ritorno a Dio, sulla legge divina, ma in particolare maniera anche sulla fedeltà alla Santa Sede, il che mi sembra molto importante e necessario di fronte alla ostinata propaganda antivaticana, che ora si è accentuata specialmente negli Stati Uniti. Il programma potrebbe abbracciare una dimora di due o tré settimane nella Grande Bretagna, ove sarei ospite di S. E. il signor cardinale Hinsley; altre due settimane nel Canada, ove mi attende S. E. il signor cardinale Villeneuve, e circa due mesi negli Stati Uniti, ove mi fisserei presso i Salesiani o altri religiosi. S'intende, che le mie imprese apostoliche sarebbero debitamente concordate cogli Eccellentissimi Delegati Apostolici e Vescovi del luogo. - Dagli Stati Uniti m.'imbarcherei direttamente per il Mare Rosso. Partendo da Lourdes al principio di febbraio, giungerei a Gerusalemme verso il mese di luglio, stante le difficoltà e le irregolarità della navigazione.

Sarei obbligatissimo all'Eminenza Vostra se avesse la grande bontà di voler dire una parolina al Santo Padre su questi progetti e significarmene la sovrana decisione, specie sui tré punti:

a) traslazione del mio soggiorno a Gerusalemme,

b) visita ai Polacchi della Grande Bretagna, del Canada e degli Stati Uniti,

e) proposta a S. E. Monsignor Radonski di recarsi dai Polacchi esuli in Asia.

Mentre fin d'ora ringrazio l'Eminenza Vostra di questo grande servizio, Le bacio umilmente le mani e mi professo con la più profonda venerazione.

Note de Mgr Tarami:

27-XII-'41. Ex audientia Em.mi: Trattandosi di opera pastorale, faccia come crede meglio. Le difficoltà dei viaggi sono ora aumentate. Naturalmente penserà a mettersi d'accordo con i Vescovi. (Lettera breve, gentile).

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1 Lettre pas retrouvée. Des démarches avaient été faites par l'Ambassade de Pologne près le St. Siège (cf. supra nr. 281) et, en octobre le Délégué Apostolique a Washington, Cicognani, télégraphiait d'avoir eu un entretien sur la question. On lui répondit que le Cardinal avait écrit qu'il préférait ne pas s'y rendre. Maglione a Cicognani, Tèl. nr. 425, i5 octobre 1941 (A.E.S. 8011/41).


Druk: Actes et documentes du Saint Siège relatifs à la seconde guerre mondiale.
Vol. 3*. Le Saint Siège et la situation religieuse en Pologne
et dans les Pays Baltes 1939-1945,
Città del Vaticano 1967, s. 504-506.

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